Let love be your energy
23 ottobre 2009
7 ottobre 2009
Una decade
Il Siena Calcio non è una moda, nemmeno una voglia momentanea.
Il Siena Calcio nasce sui gradoni del vecchio Franchi, del vecchio Rastrello che di una montepaschi arena non aveva proprio niente ma era più vicino al campino di casa. Sì, perchè le partite casalinghe lo erano in tutti i sensi: sulle pietre della curva, come sulle pietre della gradinata, ti sentivi parte di una piccola grande famiglia che credeva in quella piccola grande squadra che tutte le domeniche sapeva regalarti qualcosa di grande.
Ogni tanto le partite di quegli anni mi mancano. Quando eri ancora piccola per andartene per i fatti tuoi (figurarsi poi una bambina!!) e il babbo ti portava con la pioggia o con il sole a vedere giocare il calcio. Poche erano le pretese: se era inverno con tanto freddo o se era estate con una bella dose di calura quel che vedevi in campo non sapevi mai come poteva andare a finire. Mi mancano alcune cose di quel Siena da serie C. E' il Siena come è rimasto nel mio immaginario e come ci rimarrà per tutta la vita. E' il mio sogno. Perchè un giorno quegli undici omini hanno deciso di regalarci l'inizio di un sogno. Dieci anni fa. La promozione in serie B. Se ci penso adesso mi viene da ridere ma se ripenso a quel campionato, il traguardo della B sembrava la cosa più grande che il Siena potesse raggiungere bissando quanto già fatto negli anni '30.
Quel Fedelissimo di carta ce l'ho ancora nel cuore: un foglio solo ma essenziale, tutto ciclostilato e talmente fatto all'ultimo che ti indicava addirittura l'arbitro dello scontro. O l'abbonamento rosa o le partite gratis per le donne. Erano altri tempi ma la Robur si tifava forse con più orgoglio. Non c'erano luci, luccichini e mille divolerie: vedevi il Brescello o il Lumezzane e tanto ti bastava a riempirti di orgoglio. Senza dimenticare il Pisa e le altre toscane...
Si seguiva il calcio e la nostra squadra.
Quel gruppo di avventurieri capitanati da mister Sala ci portò in B e lì un grande uomo dalle idee un po' originali ci incominciò a parlare di un sogno, di un sogno che era il futuro, di un sogno che era il Siena. Dovevamo pensare in grande, dovevamo credere che un giorno il grande Real Madrid se la sarebbe vista con la fanteria senese. Parlava di A. Un campionato da sogno ci regalò la serie A (ma ve la ricordate la storia su chi è stata promossa prima tra Siena e Sampdoria?!??!). Era finalmente la nostra LUCIDA FOLLIA.
Oggi molte cose sono cambiate. Ho visto il mio stadio stravolto, ho visto la squadra stravolgersi davanti alle ottiche di mercato che giusto o sbagliato regnano ai piani alti del calcio. Ho visto le MIE bandiere andarsene, alcune prese a pesci in faccia. Ho visto lo stadio riempirsi di persone interessate solo ai riflettori della prima lega. 'Se piove non vengo la guardo su sky'...ma quando giocavamo in C e c'era solo la radio te ne andavi allo stadio anche col tornado perchè il Siena si vedeva e basta. Il Siena si vive. E si vive davvero.
Il Siena è una fede che ti accompagna in ogni serie. Un giorno dovremo abbandonare questi piani alti e tornare un passo indietro. Ma io sarò lì, anche da sola. E se ci saranno meno persone poco importa torneremo quei pochi fedeli di un tempo.
Io devo molto agli ultimi dieci anni e ringrazio ogni singola persona che mi ha regalato il sogno. C'era una volta quel Siena e ci sarà sempre nel mio cuore.
Pubblicato da Scarlett alle 00:43 0 commenti
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