Spesso, per divertirsi,
gli uomini d’equipaggio
catturano degli albatri,
grandi uccelli dei mari,
che seguono,
indolenti compagni di viaggio,
il vascello
che va sopra gli abissi amari.
E li hanno appena posti
sul ponte della nave
che, inetti e vergognosi,
questi re dell’azzurro
pietosamente calano
le grandi ali bianche,
come dei remi inerti,
accanto ai loro fianchi.
Com’è goffo e maldestro,
l’alato viaggiatore!
Lui, prima così bello,
com’è comico e brutto!
Qualcuno, con la pipa,
gli solletica il becco,
l’altro, arrancando,
mima l’infermo che volava!
Il Poeta assomiglia
al principe dei nembi
che abita la tempesta
e ride dell’arciere;
ma esule sulla terra,
al centro degli scherni,
per le ali di gigante
non riesce a camminare.
16 dicembre 2008
L'albatro - Charles Baudelaire
Pubblicato da Scarlett alle 22:35
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