Credo che l'università italiana vadà riformata in senso efficientistico. Tanti sono stati gli sprechi e tante le falle di un sistema che si sentiva troppo coperto dalla spesa pubblica e si è indebitato ad oltranza. Questo doveva essere l'obiettivo di una legge universitaria.
Come studente universitario che non sposa posizioni pro o contro governo per motivi ideologici ma solo in modo tecnico, credo che la riforma della 133 risolva ma non risolva la situazione. Le fondazioni di diritto privato possono essere un pagliativo...ma parliamoci chiaro...così facendo avremmo facoltà economico giuridiche o con interessi economici primari protetti da grandi società...( e l'istruzione in questo senso...viene strumentalizzata...e nn più libera) mentre facoltà secondarie saranno destinate all'estinzione. Che ce ne facciamo di lettere o storia dell'arte?
Il problema è che di una riforma c'era effettivamente bisogno, ma il motivo della stessa non è dettato da esigenze e competenze tecniche..ma dal semplice bisogno di tagliare spese in bilancio. E' una manovra essenzialmente economica che fa già intravedere le falle future e soprattutto le situazioni che verranno a degenerare. Io fra un anno non ci sarò più perchè dovrei finire e nemmeno pagare le tasse in relazione alla nuova finanziaria...ma ci saranno delle impennate.
Fa tristezza pensare che le università siano nate in Italia e come al solito, per copiare gli americani, perdiamo la nostra identità.
E' una questione di identità/qualità...l'istruzione americana fa schifo...chiedetelo o parlate con i ragazzi americani...ve lo diranno o dimostreranno.
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