Interessante conversazione stamani. Mi hanno fermato due Mormoni, di quelli che girano per la città e capisci solo che sono stranieri per come si vestono.
Mi hanno raccontato tutta la storia della loro Chiesa. Sono missionari tentavano di convincermi.
Credo che sperino sempre di trovare la debolezza all'interno delle persone. Perché ci sono persone più fragili che si sentono aiutate e si avvicinano a loro come ad altre cose. Non che sia un male aiutare le persone in difficoltà, anzi.
Io gliel'ho detto che sono cristiana cattolica e non ho dubbi. Mi sa che gli ho anche dato una lezione.
Per prendermi in castagna mi hanno chiesto: Ma se venisse un profeta oggi tu lo seguiresti?
E io: i latini dicevano 'Nemo propheta in patria' gliel'ho anche tradotto in inglese perché il latino in the States lo fischiano. Se venisse un profeta gli ho detto, non credo che tutti lo riconoscerebbero. E poi, nemmeno Gesù l'hanno riconosciuto quando era fra noi. Uno che si dice profeta? Lo conoscerei perché magari può insegnarmi cose nuove, ma la mia fede non si discute.
Ho anche detto loro che per esempio la nostra conversazione aveva insegnato qualcosa a me e qualcosa magari avevo insegnato io a loro. D'altronde siamo tutti cristiani, quindi andiamo dalla stessa parte, magari il percorso è diverso, ma a me basta quello che ho, io seguo il messaggio che mi ha insegnato lui e amo tutti: dal mio fratello al mio nemico.
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